"Trovo la televisione molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende,
vado in un'altra stanza e leggo un libro" Groucho Marx





martedì 24 febbraio 2009

Rifondazione e le alleanze locali


Il problema delle alleanze e dalla permanenza nelle giunte locali, tormenta Rifondazione Comunista da sempre, ma dopo lo scorso congresso di Chianciano che ha sancito la svolta a sinistra del Partito, questa questione è ritornata di primario interesse. Definire come si debba comportare nelle alleanze il Partito post-Chianciano è il dibattito che sta coinvolgendo un po’ tutte le anime e le sensibilità presenti nel Prc e, in particolare, quelle che fanno parte dell’attuale maggioranza.

Il problema, a nostro avviso, dovrebbe essere affrontato evitando da un lato l’opportunismo dall’altro il settarismo. Imporre regole generali (sempre in alleanza con il Pd o mai in alleanza con quest’ultimo) ad una moltitudine di casi particolari differenti tra di loro, non solo è una pratica sbagliata ma anche non marxista. E’ del tutto evidente che, su questo tema, non esistono soluzioni universali e valide in ogni circostanza.

Prima di decidere se allearsi o no con il centro-sinistra, prima di stabilire la nostra uscita o meno dalle giunte locali bisognerebbe,dunque, valutare concretamente quanto la nostra politica possa influenzare l’azione di governo; per far ciò occorre tenere presente alcuni criteri che non possono in alcun modo essere sottovalutati. Tra questi, il proprio radicamento sul territorio, la composizione della coalizione, il programma di governo, la capacità del nostro Partito di far rispettare gli impegni assunti, naturalmente sempre rapportandosi alla particolarità del contesto sociale in cui si agisce. Insomma, valutare i rapporti di forza con le altre formazioni politiche non è una questione di secondo piano, anzi è fondamentale. Qualsiasi discussione sui candidati o sul numero di assessori dovrebbe essere preceduta dalla discussione sui programmi politici ed è naturale che, su questo piano, ci sono alcuni punti per noi vitali e sui quali non possiamo cedere. Molti di questi sono stati più volte elencati dalla segreteria nazionale (es. la totale contrarietà alla privatizzazione dell’acqua), ma altri vanno ricercati nelle specificità di ogni singolo territorio.

Dovremmo, ad esempio, mettere in chiaro, prima di siglare un’alleanza, il nostro rifiuto nei confronti di uno strumento politico come quello dell’elezione primaria, che è un meccanismo micidiale volto a distruggere i partiti, tanto più se di sinistra, come strutture organizzate di rappresentanza. Altro punto dovrebbe essere quello di pretendere che tutti i candidati della coalizione siano persone oneste e non legate ai poteri forti (legali e non).

Detto questo è però necessario anche affermare che su alcune realtà, come per esempio quella campana, bisogna essere chiari. Valutare, dunque, tutti i criteri sopra elencati, insieme alle particolarità del Pd campano (che se è possibile è pure peggio di quello nazionale) e valutare oggettivamente l’operato insufficiente delle varie giunte (almeno quelle più grandi) in cui siamo presenti. In questo contesto politico, si rende necessaria sia la nostra uscita dalle giunte (in particolare quella regionale), ma anche la scelta di non allearsi nuovamente con il Pd, puntando sulla costruzione di coalizioni di sinistra, almeno fino a quando le condizioni oggettive attualmente esistenti non saranno mutate.

In alcuni territori, come in Campania, ma non solo, il nostro Partito è diventato un campo di battaglia dove istituzionali più o meno legati al Pd si contendono fette di potere, imbottendo gli organismi dirigenti di persone che sono da loro economicamente dipendenti.

Non possiamo permettere che tutto ciò continui, omologandoci alle usanze delle altre forze politiche. Di conseguenza è si necessario valutare caso per caso, ma è altrettanto necessario essere espliciti e diretti laddove ormai c’è ben poco da valutare.

di Beniamino Simioli - membro del Cpf di Napoli e Resp. GC Marano

domenica 22 febbraio 2009

Per una svolta a sinistra tra i Giovani Comunisti

Appello per l'Area Sinistra Comunista

L’area Sinistra Comunista è una componente formata dalla maggioranza dei Compagni e delle Compagne della vecchia III mozione congressuale, ma sin da subito arricchitasi del contributo di Compagni e Compagne provenienti da altre aree e mozioni congressuali, a dimostrazione della pluralità di questo percorso. Ufficialmente costituito nei primi giorni del dicembre 2008, il nostro progetto politico nasce con un intento specifico: rafforzare la maggioranza scaturita dal VII Congresso di Chianciano e, quindi, salvaguardare la svolta a sinistra di Rifondazione Comunista. Siamo consapevoli che la lunga battaglia per la riconquista e la crescita del consenso del nostro Partito nella società, dopo la clamorosa sconfitta dello scorso aprile, deve svilupparsi attraverso la testa, le gambe e l’entusiasmo dei suoi militanti. In quest’ottica riteniamo che il nostro progetto debba rivolgersi innanzitutto a tutti i Giovani Comunisti: è nostro obiettivo costituire un’area che riceva l'apporto di Compagni e Compagne provenienti da differenti percorsi, ma tutti interessati a rilanciare l’organizzazione giovanile e la sua autonomia, intesa come specificità d’azione nella società. La nostra organizzazione esce da anni di direzione politica di quella parte della II mozione votata al superamento del nostro Partito, che l’ha plasmata in senso verticista ed ideologicamente revisionista del marxismo, togliendole credibilità nei movimenti giovanili e riducendola al collasso organizzativo. La necessità che invece avvertiamo come Giovani Comunisti di Sinistra Comunista è il rilancio della nostra organizzazione giovanile, attraverso un programma politico che concretizzi con originalità la svolta a sinistra di Rifondazione Comunista. Vogliamo che la nostra organizzazione riprenda con slancio la sua iniziativa nella società, nei movimenti e tra i lavoratori, al fianco cioè di quelle istanze conflittuali con le quali bisogna saldarsi per esercitare un’opposizione decisa al Capitale e allo sfruttamento. La fase transitoria in cui la nostra organizzazione si trova, con la fuoriuscita della quasi totalità dell’Esecutivo nazionale dei G.C., ci richiede un impegno energico: Sinistra Comunista lavorerà per garantire la costruzione di organismi provvisori plurali e paritetici, che colmino il vuoto di direzione politica e progettuale lasciato dagli ex-esponenti della II mozione. In questo siamo già protagonisti in alcune federazioni dal Nord al Sud dell’Italia, dove stiamo contribuendo al rilancio politico della nostra organizzazione, a cominciare da una campagna per il tesseramento G.C. 2009. Non esiteremo, però, a denunciare settarismi ed opportunismi, che rischiano di demolire una volta per tutte la nostra organizzazione. Il nostro obiettivo sarà quello di lavorare per superare definitivamente le posizioni liquidatorie, ma anche di contrastare attivamente qualsiasi deriva moderata, burocratica e carrierista all’interno dei Giovani Comunisti, dei quali vogliamo tutelare la specificità come articolazione della Rifondazione Comunista tra le giovani generazioni. Perché il contributo che intendiamo dare come area vuole superare le logiche di quelle componenti del nostro Partito che funzionano ormai come apparati burocratici, che non vivono più della reale partecipazione e del protagonismo dei militanti alla definizione della linea politica e che, comprimendo gli spazi di democrazia interna, tolgono dinamismo all’elaborazione della strategia del Partito. Contribuiremo a delineare un’analisi scientifica dei processi in atto nel capitalismo, rivolgendo i nostri studi e la nostra attenzione all’intera storia del pensiero marxista, formulando critiche, ma senza rinunciare a valorizzare i tratti più alti ed originali dell’elaborazione rivoluzionaria, a cominciare dalle categorie di imperialismo ed egemonia definite da Lenin e Gramsci. Accanto a questo, riteniamo che la nostra organizzazione debba essere in grado di leggere in modo adeguato i cambiamenti nella società, di comprendere le fasi della lotta politica e le strategie più efficaci per il raggiungimento dei propri obiettivi. Compiti del genere richiedono un urgente bisogno di militanti preparati, ed è per questo che riteniamo fondamentale riattivare un processo di Formazione Politica di cui la nostra organizzazione deve farsi carico. C’impegneremo per schierare i Giovani Comunisti nelle mobilitazioni antifasciste e contro il revisionismo storico sulla Resistenza italiana; contribuiremo a recuperare il ruolo e lo slancio di un'organizzazione storicamente votata all’internazionalismo, come l'impegno nelle mobilitazioni sui recenti fatti di Grecia, Palestina ed America Latina ci dimostrano; porremo come punto imprescindibile anche il ritorno della nostra organizzazione nei luoghi di lavoro, per la lotta al precariato e la difesa della sicurezza e della dignità dei lavoratori, in un Paese come il nostro in cui il numero dei morti sul lavoro assume le dimensioni di una strage; ci spenderemo per contrastare le riforme in atto nella Scuola e nell’Università, per opporci ad un modello scolastico che opera una drastica selezione di classe nell’accesso all’istruzione. Sinistra Comunista s’impegnerà a compattare l’intero arco di forze che reggono la svolta a sinistra dentro Rifondazione Comunista, ma ci proporremo anche di favorire la reale (quindi, né verticista né politicista) unità delle forze comuniste e dei movimenti anticapitalisti, a partire dai processi reali in atto nella società e dai contenuti politici, con l’obiettivo di ricomporre un blocco di forze opposte al capitalismo. Riteniamo necessario in tal senso riallacciare i legami con i movimenti contestatari del G8 e del WTO, i movimenti pacifisti e quelli in difesa dei dei beni pubblici, anche con l’obiettivo di costruire una mobilitazione unitaria contro il prossimo vertice degli otto grandi in Sicilia. Pur essendoci costituiti come area politica da pochissimi mesi, abbiamo già conquistato un consenso ed una forza discreta all’interno delle federazioni del Partito. Tra i Giovani Comunisti, pur non disponendo di un’adeguata rappresentanza nel Coordinamento nazionale, ci siamo dotati gruppi organizzati ed attivi in varie realtà territoriali e stiamo conquistando nuove adesioni. Su queste basi costruiremo il nostro progetto, la nostra nuova delegazione negli organismi dirigenti, contribuendo attivamente ad un nuovo sviluppo dei Giovani Comunisti e della Rifondazione Comunista.Per adesioni e informazioni: sinistracomunista.gc@gmail.com (Specificare Federazione di provenienza e e-mail per contatti)http://sinistracomunistagc.blogspot.com/

sabato 7 febbraio 2009

Il mio primo esame


Oggi è stato il giorno del mio primo esame, Sociologia Generale, devo dire che poteva andare meglio ma comunque alle fine sono contento del mio 25!!

ciaos a todos