
Quanti di voi si chiedono dove sia finito Fausto Bertinotti? Si, avete capito bene, sto parlando dello stesso Bertinotti che con la sua politica ha portato il PRC e tutta la sinistra fuori dal parlamento (per la prima volta nella storia repubblicana del nostro paese), sto parlando dello stesso Bertinotti che quando è diventato segretario di rifondazione aveva un partito che univa tutte le anime del movimento comunista italiano e che in 12 anni di segreteria è riuscito a provocare tantissime scissioni, dividendo e allontanando moltissimi compagni che faticosamente stavano tentando di iniziare un percorso comune. Sto parlando dello stesso Bertinotti che con la sua linea movimentista ha distrutto l’identità e la militanza di un partito, lo stesso Bertinotti che gridava nelle piazze “no alla guerra senza se e senza ma”, salvo poi sostenere che il suo partito faceva bene a votare il finanziamento delle missioni militari ( quella in Afganistan forse la più famosa) perché non si poteva far cadere il governo (ma non era senza se e senza ma?). Sto parlando infine dello stesso Bertinotti che ha fatto ingoiare qualunque rospo al movimento operaio pur di rimanere presidente della camera, perché evidentemente essere la terza carica dello stato gli conferiva molto prestigio nei salotti buoni dell’alta società che ama frequentare. Comunque ritornando alla domanda iniziale, sapete che fine ha fatto? Dopo il disastro elettorale io avevo sentito che gli era stata proposta una cattedra all’Università di Perugia, sinceramente però non so come sia finita questa storia. Quello che sò invece è che nel frattempo lui non è stato senza fare niente, anzi, ha prima appoggiato la mozione 2 (quella che chiedeva lo scioglimento del partito) nel settimo congresso di Rifondazione Comunista (perdendo), e poi ha fatto una cosa molto coraggiosa(una cosa che un uomo qualunque non potrebbe mai reggere), è stato intervistato da Bruno Vespa per l’ultimo libro di quest’ultimo, e secondo le anticipazioni il caro Fausto in quest’intervista avrebbe detto: “Comunismo è una parola indicibile. Se fermi qualcuno per strada e gli dici: io sono comunista, quello non ti capisce”, ora queste affermazioni fatte da un uomo che è stato per 12 anni il segretario (ed ha ancora la tessera) di un partito che ancora oggi si dichiara(dopo il congresso più che mai) COMUNISTA, fatte da un uomo che è stato presidente della camera grazie al voto e al lavoro di tantissimi comunisti, non solo mi sembrano indicibili, ma anche incredibili ed incoerenti!
Alle parole di Bertinotti c’è poco da risponde, aveva già dato segni concreti di una deriva ormai inarrestabile. Come quando in piena campagna elettorale aveva detto che il comunismo sarebbe stato solo una corrente culturale all’interno del soggetto più ampio della sinistra (soggetto unito della sinistra, esplicitamente socialdemocratico, che poi è stato punito dagli elettori); ora chiunque abbia anche solo letto qualcosa di Marx o conosca minimamente cos’è il comunismo, può facilmente comprendere che definire quest'ultimo una corrente culturale è una frase assolutamente antimarxista, e infatti quando Bertinotti disse questa cosa molti compagni gli ricordarono proprio Marx quando diceva: “chiamiamo comunismo il movimento REALE che abolisce lo stato di cose presente”; ma il buon Fausto già allora aveva abbondantemente superato il filosofo tedesco del socialismo scientifico.
Ora dico molto sinceramente che in me c’era il desidero di finire quest’articolo con due righe di insulti nei confronti di Bertinotti, ma poi ho cambiato idea , e anzi ho pensato di dedicargli una poesia, si una poesia di Brecht, che si intitola “lode al comunismo”:
È ragionevole chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici i, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo: è la fine dei delitti.
Non è una follia, ma invece fine della follia.
Non è il caos, ma l’ordine, invece.
È la semplicità che è difficile a farsi.
Dice la poesia: se non sei uno sfruttatore lo puoi intendere, e poi, gli idioti lo chiamano idiota e i sudici, sudicio!
Ecco Brecht descrive perfettamente Bertinotti e cosa è diventato, un sudicio idiota!
Beniamino Simioli (orgogliosamente comunista)
Alle parole di Bertinotti c’è poco da risponde, aveva già dato segni concreti di una deriva ormai inarrestabile. Come quando in piena campagna elettorale aveva detto che il comunismo sarebbe stato solo una corrente culturale all’interno del soggetto più ampio della sinistra (soggetto unito della sinistra, esplicitamente socialdemocratico, che poi è stato punito dagli elettori); ora chiunque abbia anche solo letto qualcosa di Marx o conosca minimamente cos’è il comunismo, può facilmente comprendere che definire quest'ultimo una corrente culturale è una frase assolutamente antimarxista, e infatti quando Bertinotti disse questa cosa molti compagni gli ricordarono proprio Marx quando diceva: “chiamiamo comunismo il movimento REALE che abolisce lo stato di cose presente”; ma il buon Fausto già allora aveva abbondantemente superato il filosofo tedesco del socialismo scientifico.
Ora dico molto sinceramente che in me c’era il desidero di finire quest’articolo con due righe di insulti nei confronti di Bertinotti, ma poi ho cambiato idea , e anzi ho pensato di dedicargli una poesia, si una poesia di Brecht, che si intitola “lode al comunismo”:
È ragionevole chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici i, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo: è la fine dei delitti.
Non è una follia, ma invece fine della follia.
Non è il caos, ma l’ordine, invece.
È la semplicità che è difficile a farsi.
Dice la poesia: se non sei uno sfruttatore lo puoi intendere, e poi, gli idioti lo chiamano idiota e i sudici, sudicio!
Ecco Brecht descrive perfettamente Bertinotti e cosa è diventato, un sudicio idiota!
Beniamino Simioli (orgogliosamente comunista)

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